Antonella Cicchetti

Omnia ea que sunt quodammodo est anima

Pubblicato da antonellacicchetti su Febbraio 5, 2008

«Cultura: l’urlo degli uomini in faccia al loro destino».

  Albert Camus

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Pubblicato da antonellacicchetti su Febbraio 5, 2008

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Pubblicato da antonellacicchetti su Febbraio 3, 2008

«L’anima nasce vecchia e diventa giovane: ecco la commedia della vita. Il corpo nasce giovane e diventa vecchio: ecco la tragedia della vita.»

Oscar Wilde

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L’altra Babele

Pubblicato da antonellacicchetti su Gennaio 31, 2008

Web 2.0 rappresenta il nuovo modo di concepire e usare la rete: accento su
contenuti, informazione e interazione. Ogni utente da consumatore diventa partecipante, da utente passivo diventa autore attivo di contenuti, a disposizione di chiunque navighi.
Con Web 2.0 i siti, da depositi informativi isolati, diventano fonti di contenuto e funzionalità, capaci di operare da piattaforma elaborativa al servizio delle applicazioni Web per l’utente finale.
Tuttavia, anche se gli effetti collaborativi e sociali di Web 2.0 rappresentano potenziali benefici, rischiano di farci perdere in una babele di opinioni, battibecchi, pubblicità, non sempre utili: l’eccesso di informazione rischia di diventare rumore.

Di fatto, oggi sono numerosi i servizi web-based che consentono di condividere con estrema facilità idee, pensieri, oltre che file video e audio. Pensiamo a YouTube, la piattaforma che consente di ascoltare e condividere musica e filmati amatoriali, o a vere e proprie biblioteche virtuali come Wikipedia, che con un semplice clic ci aprono le porte della conoscenza. Quella conoscenza, quel bene comune che oggi risiede all’interno del Web, che chiunque può arricchire in base alle proprie competenze.

Lettore, oggi, è sinonimo di creatore e fruitore allo stesso tempo, ogni distinzione è perduta. E se in precedenza erano le entità ufficiali e istituzionali a redigere e pubblicare testi informativi, oggi gli utenti finali sono gli autori del materiale reperibile online, senza alcuna necessità di chiarire la loro posizione, senza dar prova delle proprie conoscenze e abilità; in una parola, senza che ci sia bisogno di autorevolezza, quella stessa che per secoli ha distinto le posizioni oggi fuse in una.

La mancanza di autorevolezza, dietro ogni testo che troviamo e leggiamo, ci lascia perdere nello sconfinato intrigo che è la rete, milioni e milioni di informazioni di cui non sempre siamo alla ricerca e che comunque subiamo. Persi in un labirinto creato da noi stessi. E non siamo più neanche fruitori, ma ci siamo trasformati in cacciatori multimediali, il più delle volte frustrati, che saltano e si muovono da una pagina all’altra, che parlano lingue diverse perché diverso è il modo di sapere e conoscere le cose. Ognuno, infatti, interpreta, trascrive con sue parole, spesso traduce da una lingua all’altra, e le probabilità che l’informazione originale, della quale spesso non si ha traccia, sia uguale a quella letta non sono molte. È in questi passaggi che la qualità dell’informazione subisce un degrado, e la ricerca di dati sul Web si trasforma in una vera e propria professione. Talvolta, inoltre, capita che l’informazione sia ritenuta esatta solo perché letta su un sito importante, serio o ritenuto attendibile, dimentichi del fatto, però, che nessun sito si ritiene obbligato a dirci sempre la verità. Anche senza (presunzione della) mala fede, i contenuti sono scritti da esseri umani che possono sbagliare, travisare, tradurre male, saltare parole (es. un “non” saltato, può cambiare totalmente il senso di una frase, di un discorso).

L’informazione certificata in assoluto, una volta per tutte, non esiste nel Web. Il solo fatto che qualcosa sia stato trascritto implica già che possa esser stato trascritto male. E in rete sono tanti gli errori rintracciati, anche in quei siti ritenuti attendibili, come era Wikipedia, bandita poi da alcune scuole americane perché ritenuta una fonte d’informazione non verificabile, piena di errori, inaffidabile e superficiale, e ancora assolutamente insufficiente e spesso fuorviante, né è dato sapere chi sia l’autore di un testo; si compra a scatola chiusa, ed ecco arrivare studenti che si spacciano per professori, dal curriculum invidiabile, e con loro centinaia di testi, scritti e pubblicati. Gaffe e indignazione, si cerca di riparare al danno fatto: nasce l’anti-Wikipedia, Knol, (da knowledge) proposta da Google, il noto motore di ricerca. Ma il sarcasmo corre veloce nella rete, e compare Nonciclopedia.

In questo marasma di notizie vere, esatte e presunte tali, viene da pensare che talvolta la troppa “informazione” sia solo un ronzio fastidioso, viene da chiederci da dove nasca e dove risieda il sapere di una comunità di utenti. Qual è il prezzo da pagare? E, soprattutto, esistono mezzi per gestire il sapere online?

In questo mondo veloce l’utente può muoversi definendo i contenuti secondo i suoi personali criteri, passando di link in link, ma mentre è in viaggio non dovrebbe mai dimenticare di tenere vigile il suo senso critico e la sua capacità di analisi, fondamentali per relazionarsi alle informazioni in rete.

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Oggi al Governo…

Pubblicato da antonellacicchetti su Gennaio 30, 2008

«A volte è meglio tacere e sembrare stupidi piuttosto che aprir bocca e togliere ogni dubbio».

Oscar Wilde 

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Il bel Paese

Pubblicato da antonellacicchetti su Gennaio 30, 2008

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W L’ITALIA

Pubblicato da antonellacicchetti su Gennaio 25, 2008

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Le litanie del Governo

Pubblicato da antonellacicchetti su Gennaio 25, 2008

Onorevole X, No

Onorevole Y, Sì

Onorevole Z, No

Onorevole W, Sì 

AMEN!

E così alla fine è caduto anche questo governo, dopo una lunga malattia di false promesse e di irriverenza verso il popolo italiano, piegato sotto il fardello della disoccupazione, dell’immondizia, della chiusura mentale… E mentre tutto andava a rotoli, seduti sulle proprie comode poltrone, i nostri rappresentanti ridevano, parlavano o giocavano con il telefonino… Poi le risse, gli svenimenti e i medici. Che tristezza, che delusione, e che vergogna! Le prime pagine dei quotidiani, ovviamente anche quelli esteri, riportano tutti del bell’evento…Vergogna! E chissà adesso cosa dovremmo dire noi bamboccioni, noi giovani che abbiamo voglia di fare e che, costretti in questa società di vecchi e di vecchie idee, siamo costretti, nostro malgrado, a vergognarci per loro. Per noi che li abbiamo eletti.

La Repubblica; Guardian; New York Times; Le Monde; Die Welt

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Pubblicato da antonellacicchetti su Gennaio 15, 2008

«Credo che la comunicazione e la conoscenza basata su uno strumento naturale limitino le numerose violenze e crimini che accadono non a causa di cattiva volontà, ma semplicemente a causa di mancanza di conoscenza e di oppressione.»

                                                                                                                   Lejzer Zamenhof

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Minerva e la Sapienza

Pubblicato da antonellacicchetti su Gennaio 15, 2008

Minerva senza Sapienza…

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